Salento, le tue vacanze nella terra del sole,
del mare, dell'arte,...


La stupenda terra salentina, mare cristallino, spiagge bianchissime, scogliere con panorami mozzafiato,... nell'interno i centri conservano ancora il gusto e il sapore della tradizione contadina, da sempre molto aperta e ospitale con gli stranieri che numerosi ogni anno decidono di fare una vacanza qui nel tacco d'Italia.
Il clima sempre mite del Salento Ŕ ideale per passeggiate nei centri storici dei paesi alla scoperta di chiese barocche, castelli,.. oppure nelle campagne a stretto contatto con la natura ancora incontaminata, tra uliveti secolari, vigneti, antiche masserie fortificate.


Lecce, Basilica di Santa Croce Otranto, il Castello

Gallipoli, 'Puritate' Marine di Ugento, Lido Marini
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Torri e castelli
Il Salento da sempre esposto alle scorrerie dei pirati, ma anche agli assalti degli eserciti invasori, si chiude in una fitta rete di torri, castelli e masserie fortificate.
Basta fare un giro, anche veloce, lungo la costa per rendersi conto delle decine e decine di torri che, in punti strategici, svettano solitarie sul cocuzzolo della roccia che precipita in mare.
Altra linea di difesa sono le masserie fortificate, con grandi muri di cinta, a volte dotati di camminamento , di garitte, di alte torri di vedetta e di difesa.
I castelli di particolare interesse li troviamo invece a Otranto, Gallipoli, Castro , cittÓ di mare e anche in alcuni centri interni come Copertino e Corigliano d'Otranto

Il Barocco leccese
Questo stile, che riguarda un po' tutte le arti, si colloca in un periodo particolarissimo come quello della Controriforma e si protrae per quasi tre secoli.
Trov˛ terreno fertile con la fondazione dei nuovi ordini religiosi che cercavano di confermare la propria autoritÓ, attraverso la costruzione di nuovi edifici sacri o ampliando quelli giÓ esistenti, e con i feudatari e le grandi famiglie nobiliari che volevano dare una nuova impronta alla cittÓ fino ad allora caratterizzata da architetture spagnoleggianti che risentivano dell'influenza del vicino Regno di Napoli.
Ecco che santuari, cattedrali, conventi, piccole chiese, palazzi nobiliari ed architetture civili diventarono oggetto del nuovo stile artistico che riusciva a coniugare fantasia e suggestione, senza urtare i simboli della fede.
Gli interpreti di questo stile, architetti, ma soprattutto scultori, capimastri, carpentieri, scalpellini hanno espresso un patrimonio decorativo bizzarro: chiese e palazzi hanno visto le loro facciate arricchirsi di mensole, colonne angolari, doccioni decorati con grifoni, cariatidi, volute, tutto in un'esuberanza decorativa in netta contrapposizione con i dettami delle correnti artistiche neoclassiche del tempo.


Presicce

All'ombra del campanile
Inserita tra 2 mari, l'Adriatico e lo Jonio, la provincia di Lecce si estende per 2759 km , complessivamente pianeggiante, battuta prevalentemente dai venti umidi e caldi dello scirocco, ma esposta lungo la fascia adriatica anche ai freschi venti della tramontana, dove le pioggie cadono soltanto, salvo qualche bizzarria meteorologica, in autunno e in primavera, ci sono 97 graziosi paesi e 39 piccole frazioni.
Nella gran parte si tratta perci˛ di paeselli, a volte di qualche migliaio di cittadini, dove tutti conoscono tutto di tutti, dove la piazza, sempre all'ombra di un campanile o di un palazzotto, Ŕ vita di relazioni, di chiacchiere, di affari, di lavoro.
Paesi immersi nel verde degli ulivi secolari, della vite e del tabacco, lindi, con case basse e ariose, stradine dei centri storici strette e tortuose, dove non di rado si aprono le cosiddette "curti", spazi pi¨ o meno ampi con pozzo centrale, pile per il bucato, granaio, stalla sui quali si affacciano varie abitazioni.
Tutti questi paesi hanno dialetti diversi: se Lecce e l'area intorno alla cittÓ hanno conservato una lingua poco dialettale, senza inflessioni rilevanti, a Martano o a Calimera, ma anche nei paesi vicini, fra i cinquanta-sessantenni si sente ancora parlare il "griko". Nel capo di Leuca, dove negli anni '50 e '60 del secolo scorso i paesi si svuotarono per la fortissima emigrazione, pur nella diversitÓ dei dialetti, si sente forte una certa corruzione linguistica: con gli usi e i costumi molti si portarono dietro anche la lingua dei paesi che li avevano ospitati.

campanili del salento



 
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